Influencer marketing: quando e perché

I brand stanno andando a caccia di influencer, ma va sempre bene? La risposta è ni: l’influencer marketing va bene se inserito all’interno di una campagna comunicativa organica ampia di cui rappresenta una parte. Quindi in questo articolo faremo una panoramica generale e daremo delle linee guida su quando e come è opportuno collaborare con i ‘VIP’ del web. Sono tantissimi, infatti, i vantaggi di una campagna di influencer marketing curata e opportuna: flessibilità, legami forti con il target e brand awareness i principali.

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Influencer marketing – cos’è?

La definizione è presto detta: far comunicare il brand attraverso chi esercita influenza su un certo target.

È una tecnica che da qualche anno sta spopolando sul web e le aziende ci si affidano sempre più volentieri perché funziona. Ma quando è opportuno fare influencer marketing?

  • Quando sei un brand consolidato: una startup ai primi giorni o un’impresa che ancora deve trovare i suoi ritmi e la propria rotta non ne beneficieranno. È uno strumento potente, ma se lo usi troppo presto sarà difficile riguadagnare la fiducia del pubblico. Se non hai un prodotto/servizio di qualità da vendere, se non hai una struttura solida, fai altre scelte.
  • Come strategia complementare: non si può vivere solo di influencer marketing. Prevedi un piano di comunicazione più ampio, che tocchi più media e più formati. Per il consumatore è importante anche vederti per le strade digitali: per esempio nelle campagne di direct marketing dedicate, affiancando magari anche Facebook Ads oppure articoli ottimizzati per la SEO dove si parla del tuo brand. Così l’immagine che avrà di te sarà quella di un marchio molto più serio, professionale e affidabile.

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Scegliere gli influencer è il passo successivo e, forse, il più importante. Ne esistono di tre tipi: social broadcaster, mass influencer e potential influencer.

I social broadcaster sono persone molto famose al di fuori dei social e vengono comunemente considerate ‘celebrità’. Cantanti, sportivi, conduttori televisivi, ecc… Hanno un pubblico molto vario e un rapporto mediamente debole con i propri fan. Il vantaggio? I grandi numeri.

I mass influencer hanno una forte presenza sui social e sono esperti di un certo settore. Sono dei grandi aggregatori di pubblico attorno a un interesse preciso che varia dal lifestyle alla cucina, dai videogame alla moda. Il loro vantaggio è la competenza nel loro campo.

I potential influencer, invece, raccolgono target molto piccoli soprattutto in virtù del rapporto quasi personale che riescono a creare con le persone. La forza di questo rapporto è anche il loro pregio più grande.

In base al proprio budget e ai propri obiettivi si può optare per un gruppo piuttosto che l’altro. In generale, però, un mix delle tre formule è una soluzione migliore, in particolare per i grandi marchi.

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Social influencer marketing: consigli pratici e canali

Una volta che hai selezionato con chi collaborare, è arrivato il momento di definire i dettagli di questa collaborazione. Le strade da percorrere sono infinite e la creatività è l’unico limite. La cosa più importante, però, è fare in modo che la partnership sembri sempre sensata. Non c’è nulla di peggio che vedere il proprio beniamino ‘vendersi’ a un marchio giusto per fare qualche soldo in più.

Ciò detto, vediamo quali sono i metodi più utilizzati dai brand oggi per fare influencer marketing:

  • Contenuti sponsorizzati: che sia una story, un video o un post, si tratta di un’unica apparizione del brand sul profilo dell’influencer.
  • Codici sconto e giveaway: organizzare concorsi assieme alla community dell’influencer è sempre una buona idea. Attiva il pubblico in una dinamica di gioco e l’impatto sarà positivo non solo per chi vincerà, ma per tutti quanti.
  • Sostegno: un finanziamento più corposo nei confronti dell’attività di un’influencer. Esattamente come accade per i film o gli eventi.
  • Brand ambassador: è la scommessa più grande che si possa fare ed è possibile solo se l’influencer crede davvero nell’azienda che rappresenterà. E’ l’inizio di una collaborazione a lungo termine.

Parlando di canali, invece, è presto detto: Instagram, Youtube e Tik Tok sono le piattaforme più redditizie e in cui il fenomeno si sta sviluppando sempre più. Anche Facebook, Twitch, Twitter e Pinterest possono essere buone scelte ma, in definitiva, la decisione del canale dipende dalle persone con cui decidi di collaborare.

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Marketing influencer: esempi

Di esempi di marketing influencer ce ne sono tantissimi. Ne abbiamo selezionati alcuni per mostrare in azione i punti di prima:

The Jackal Replay: i Jackal sono dei mass influencer che stanno diventando ormai social broadcaster. Con X-Factor, hanno realizzato uno show in onda prima di ogni puntata in cui ricapitolano ciò che era accaduto in precedenza.

Marcello Ascani x Tinaba: il giovane youtuber si occupa di viaggi e finanza personale. Con Tinaba ha prodotto due video: uno in cui viene ospitato in azienda e intervista diverse persone e uno in cui spiega come lui usa i servizi del marchio.

Sespo x Doritos: forte dei suoi 1.8 milioni di follower, Edoardo Esposito pubblica questo post singolo in cui mangia delle Doritos.

ClioMakeUp: pubblica costantemente story e post di trucchi che utilizza. Suoi e di diverse aziende.

Leggi anche l’articolo: Branded content marketing: perché puntare su questa strategia di comunicazione.

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