CHI SIAMO? LE PERSONE DIETRO AI BIT
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Prima di essere un’azienda, siamo un gruppo di persone appassionate.
Per raccontare la nostra storia ho scelto di farmi intervistare da Andrea Paternostro, fondatore del network giornalistico Milano Weekend e mio punto di riferimento nell’informazione di qualità online

[Sergio Pinto – Fondatore di Geofelix]

Andrea – Ciao Sergio, descrivi in una sola frase il tuo lavoro:

Sergio – Aiuto i miei clienti a raggiungere i loro obiettivi (tipicamente vendere di più) applicando Metodi Ingegneristici a Marketing e Comunicazione, applicando le più recenti tecniche di Storytelling.

A: Ok non abbiamo capito niente. Ricomincia.

S: Parto dall’inizio: da bambino i miei libri preferiti erano “Il libro dei perché” e “Lo sai come funziona”. Ne avevo dozzine. Crescendo la mia passione per la conoscenza aumenta, alcuni zii mi prendono anche bonariamente in giro chiamandomi “Lo Scienziato” Ahahahah.
Di pari passo cresce la mia passione per il digitale, a 7 anni programmo e gioco col Commodore 64, poi Amiga 600, PC… In pratica sono sempre stato quello che in famiglia ti sistema il computer o che chiami per sapere quale gadget elettronico ti conviene comprare.

Quello in realtà lo faccio ancora adesso per i clienti!

Poi la laurea in Ingegneria e il lavoro nelle multinazionali, ma un Ingegnere come arriva a fare Comunicazione?

È la somma di fattori tecnici ed umani. Da un punto di vista tecnico è stato un processo graduale nato con l’arrivo dei social network. Sono stato formato a costruire algoritmi, analizzare i comportamenti di funzioni matematiche, e ricostruirli: ad un certo punto ho notato che i like, le condivisioni, le interazioni, ma anche il posizionamento sui motori di ricerca, sono tutti numeri che possono essere analizzati, su cui si possono fare test di stimolo-reazione, e la cui risposta può essere ottimizzata.
In quel momento è scattata la molla che mi ha spinto a studiare quel che non sapevo di Comunicazione.

E dal punto di vista umano?

Sono cresciuto con i film di Micheal J. Fox ed il Rap, con il mito del fattorino che diventa imprenditore, e il ragazzo di umili origini che attraverso impegno e passione finisce in Hit Parade. Da “grande” ho lavorato per anni in multinazionali della Silicon Valley e ho capito che quel mito è davvero possibile, perché i fondatori hanno davvero iniziato in un garage ed oggi guidano oltre 10.000 dipendenti.
Per cui la mia voglia di indipendenza e di lasciare un segno ha prevalso sulla comodità del posto fisso ben retribuito.

Dalla fusione tra Sogni, Ingegneria e Comunicazione è nata Geofelix.

Parliamo del vostro metodo adesso, quanto è innovativo anteporre l’analisi dati al processo creativo?

Dipende dal termine di paragone. Le agenzie nate con i manifesti 6 metri per 3 e gli spot “Cambierebbe due fustini…” oppure quelle guidate dalla “Religione del Desssignn” sono diverse da noi. Al contempo colossi della Consulenza che adesso fanno anche Comunicazione, come Accenture, lo fanno da prima di noi e su più larga scala, tipicamente per le Big Companies.
Non dimentichiamo che a fine 2017 inoltre si è quotato in borsa un colosso italiano della Data Driven Communication.

Noi seguiamo la strada tracciata da questi big, ma con un’offerta adeguata alle piccole e medie imprese. Per cui è un processo innovativo, ma non troppo.

Il team di base è composto da te e tuo fratello Mauro: come è nata questa collaborazione?

Quando le collaborazioni saltuarie per la grafica e il web si sono intensificate ho cercato una persona fidata che mi seguisse full time. Mauro soddisfa a pieno le 3 caratteristiche per far parte del team, ovvero Competenze, Affiatamento e Soft Skills:

  1. Tecnicamente è affidabile e competente
  2. Ci intendiamo bene perché da sempre abbiamo avuto un ottimo rapporto
  3. Ha grande capacità di concentrazione e pazienza nei compiti che richiedono precisione.

Il suo lavoro nel controllo qualità è preziosissimo.

Ci sono altri membri del team?

Collaboriamo sistematicamente con persone di fiducia in settori chiave: Riccardo Stasi è il nostro avvocato e ci aiuta per il settore legale, l’Architetto Designer Serena Fanara è il nostro punto di riferimento per le modellazioni 3D più complesse, Jane MacAuslan è la nostra traduttrice madrelingua Inglese di fiducia, Lucio Pisanello ci aiuta nella programmazione di software custom.

Poi c’è tutto il team di Spazio Geco con cui organizziamo eventi; i progettisti culturali che ci aiutano con i Bandi, e altri collaboratori che rendono il nostro un team eterogeneo e motivato.

Molto raramente ho fatto ricorso a freelancer esterni dall’estremo oriente. Cerco di lavorare il più possibile  in Italia, ma se serve ho la capacità di gestire molte persone su un solo progetto: 11 anni in multinazionali americane insegnano le metodologie necessarie.

Ultima domanda: preferisci le email o le telefonate?

Telefonate. So che a volte la mail è più sbrigativa, ma a me piace coltivare un rapporto diretto con i clienti. Loro sanno che io ci sono quando hanno bisogno, e io so che parlando ci si capisce meglio. Soprattutto perché gli strumenti che utilizziamo oggi sono estremamente complessi e i tempi di decisione spesso ridotti all’osso.

Dietro ogni progetto, sito, app, ci sono persone. Con aspettative, sentimenti, motivazioni: capirci e venirci incontro, e vincere insieme, è la cosa più appagante di questo lavoro, e a cui non rinuncerei mai.