Shiftwear: La tecnologia incontra la moda. Rivoluzione o matrimonio impossibile? Due mondi a confronto.

Questo articolo è frutto di una chiacchierata tra Sergio, fondatore e anima business di Geofelix, e Lisa Campolunghi, personal shopper a Milano e Pavia.

Lisa è una esperta di moda, quindi lasciamo il campo a lei per una panoramica prima di addentrarci nell’oggetto del contendere.birkenstock moda e tecnologia

LISA: La moda si sa non smette mai di stupirci. Gli stilisti ogni anno cercano di meravigliarci con prodotti nuovi e abbinamenti mai visti. Fino ad oggi non avremmo mai abbinato le Birkenstock ad un completo elegante, o i pois alle righe, o indossato sandali con le calze di lana, ma oggi è possibile.

SERGIO: Ai sandali con le calze mi oppongo vostro onore!

LISA: [Ride] Ad ogni modo, tutto ciò è oggi possibile perché qualcuno ha avuto il coraggio di osare. Questo è il bello della moda. Sperimentare! Le idee nel fashion system sono molte, ma poche riescono a sfondare. Pensare fuori dalle righe è necessario. Al contempo occorre anche avere capacità imprenditoriali ed un colpo di fortuna per far sì che le idee prendano forma. Questa introduzione mi è sembrata necessaria per parlarvi di un nuovo paio di scarpe da ginnastica che ultimamente sta facendo molto discutere in rete.

Si chiamano ShiftWear e sono in grado di cambiare il proprio look con un semplice click.

Come? Collegandole al proprio smartphone tramite un’apposita app. Basta scegliere un’immagine statica o un’animazione tra quelle disponibili ed immediatamente queste sneakers 2.0 cambiano il loro aspetto. Non semplici scarpe da tennis, ma tele da riempire.

Lo schermo e-paper garantisce fino a 30 giorni di autonomia, è resistente all’acqua ed è lavabile in lavatrice. Le immagini statiche non consumano energia, mentre per gli effetti animati toccherà camminare di più. Si, perché queste scarpe si ricaricano ad ogni passo!

LISA: Moda e tecnologia si incontrano nuovamente dando vita a qualcosa di unico e senza precedenti.
Il progetto è innovativo e senza alcun dubbio l’idea è originale, ma ad essere sincera non so dire fino a che punto le ShiftWear riusciranno a sfondare nel mondo della moda. Potranno diventare must-have per alcune culture giovanili, ma non credo riusciranno a conquistare il cuore di molti. Troppo innovative? Forse. In molti Paesi, tra cui l’Italia, lo stile è piuttosto classico. Ci piace sperimentare e provare nuovi abbinamenti, ma non amiamo osare troppo. Giochiamo con capi ed accessori, ma non eccediamo.

SERGIO: Premetto che una applicazione dell’e-paper alla moda come questa, iniziando dalle sneakers, la proposi 5 anni fa all’azienda americana di semiconduttori in cui lavoravo. Avevamo tutta la tecnologia pronta, bastava solo proporre la cosa ai grandi brand…

LISA: E cosa dissero?

SERGIO:  Me la bocciarono dicendo che non avrebbe mai avuto successo, mentre oggi Shiftwear su Indiegogo ha raccolto 3 volte il budget richiesto per far partire il progetto.

shiftwear-su-indiegogo

Fatta questa premessa quindi, il potenziale enorme lo vedo, in due aspetti. Il primo, un po’ da maniaci “speaker freaker” è la possibilità di poter abbinare sempre le scarpe con il vestito del giorno, potendo quindi cambiare il colore e la fantasia prima di uscire di casa o all’accessorio da far risaltare. Che può sembrare una fesseria ma ormai i giovani e non più giovani hanno collezioni di sneakers che a volte vengono anche esposte in casa come fossero opere d’arte o libri di biblioteca, vedi Gué Pequeno.

LISA: Ma dai quei tamarri dei Club Dogo! [Ride di gusto].

SERGIO: Si è vero. [Rido anche io che amo i Dogo].

Comunque, il vero driver, ciò che farà la differenza secondo me, sarà la creazione di uno Store tipo iTunes/App Store/Google Play, in cui i designer possono pubblicare i loro disegni, motivi, animazioni, per le scarpe, e metterli in vendita per una cifra irrisoria, o magari regalare a fronte di una pubblicità.

Una roba del genere secondo me darà il via a un nuovo mercato, come quello delle app, ma appannaggio dei designer, che per la prima volta potranno far finire sull’abbigliamento i loro lavori senza dover passare dalla produzione degli oggetti ma direttamente fornendo i propri lavori grafici. Al contempo i marchi di abbigliamento possono trattenere una percentuale del prezzo di vendita del motivo e magari compensare la minor vendita di scarpe derivanti da modelli che diventano “multiuso”.

LISA: Comprendo il punto. però resta sempre un punto chiave da affrontare per certi mercati come il nostro. Qui mixiamo tessuti e fantasia senza esagerare, per distinguerci dagli altri si, ma non per attirare troppo l’attenzione.

Il successo di queste sneakers penso sarà più semplice in altri Paesi, come ad esempio il Giappone, in cui mode bizzarre e persone eccentriche amano sfoggiare capi che non passano inosservati, ma soprattutto non si fermano alle apparenze ed osano senza pensare troppo a quello che altri potrebbero pensare o a come potrebbero apparire.

SERGIO: Quindi in sostanza prevedi che questa moda conquisterà prima l’Oriente, un po’ come tante novità tecnologiche insomma?

LISA: Si. Credo di si.

 

Staremo a vedere allora. E voi, cosa ne pensate di queste scarpe innovative? Vi interessa? Potreste acquistarla? Si, no, forse, mai, magari prima vorreste vederla addosso a qualche personaggio famoso? Commenta e condividi l’intervista facendo sapere la tua opinione: per noi è importante sapere cosa pensano i nostri lettori!