Scrivo oggi questo articolo di getto, prima che la giornata finisca, perché voglio imprimere sui bit le emozioni della giornata di oggi al Meet The Job. Tante buone vibrazioni arrivate sia dagli organizzatori di Camera di Commercio Pavia / Paviasviluppo, sia dai partecipanti all’evento. Io Riccardo e Manuel ci siamo divertiti nello stand, abbiamo piantato i semi di possibili future collaborazioni, e abbiamo anche preso un Aerodactyl.

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Cosa è Meet The Job Pavia

Meet The Job è l’evento di Camera di Commercio Pavia in cui le aziende che offrono programmi di Alternanza Scuola-Lavoro, incontrano studenti (e genitori) in cerca di una collocazione per futuri periodi di Alternanza. A seconda del corso di studi, le ore di Alternanza obbligatorie variano da 250 a 400 circa.
Per molti versi è una versione semi-lavorativa delle giornate all’orientamento universitario. Credo che il suo più importante valore, insieme all’Alternanza vera e propria, sia proprio questo: far scoprire ai ragazzi quali lavori esistono sul territorio. Provarli magari, e capire cosa vogliono fare da grandi prima di decidere definitivamente il proprio percorso di studi. Perché non c’è fesseria più grande di scegliere degli studi, e poi un lavoro, che non ami.

Passerai la maggior parte delle tue ore diurne in compagnia di queste scelte. E la notte, eventualmente, a rimpiangerle.
Se invece riesci a costruirti la vita lavorativa che ti piace, lavorare sarà sempre un gioco, anche quando avrai tanto da fare.

Geofelix a Meet The Job Pavia

Con Geofelix all’evento c’erano appunto Manuel e Riccardo, i nostri due “alternanti”: ho deciso di portarli per testimoniare la loro esperienza agli altri studenti.
Non so come si integrino nelle altre aziende gli studenti dell’alternanza, ma in Geofelix diventano da subito parte del team, imparano a scrivere per il web e lavorano su progetti reali per i nostri clienti (creazione siti web, seo…); fanno parti più semplici certamente del lavoro che facciamo noi, ma comunque sono compiti veri. Per cui si lavora insieme, ci si scambia idee, e si rispettano le scadenze perché il lavoro di uno impatta su quello degli altri. A volte è anche capitato anche di fare i raid insieme nelle palestre Pokemon che incontriamo durante gli spostamenti.

La storia di Luca

Fra tutti i ragazzi incontrati oggi voglio raccontare la storia di Luca (nome di fantasia) che mi ha colpito molto, perché è indicativa di quello che oggi avviene in Italia ad una intera generazione. Luca disegna in maniera spettacolare con i Caran D’Ache, fa il Liceo Artistico, ed è arrivato con una mamma giovane e molto in gamba, che è anche la sua prima fan. Al punto da avere più foto dei disegni di Luca lei, che Luca stesso. Luca però non sa bene cosa fare dopo la scuola. Per paura che la carriera di illustratore sia troppo complessa, ha optato per l’indirizzo artistico-architettonico, seppur con dei dubbi sulla spendibilità del titolo di studi nel campo dell’edilizia.

alternanza-scuola-lavoro-meet-the-job-paviaCosa gli avresti suggerito tu?

Ho spiegato a Luca che oggi lavorare con disegno e architettura nel 2018 non ha solo una realizzazione fisica nella stagnante edilizia, ma che ci sono infiniti mondi che hanno bisogno di castelli, monumenti, veicoli, paesaggi ed intere città da far abitare a personaggi da costruire. Questi mondi sono nei videogiochi, nella realtà virtuale e aumentata, nel cinema, ma anche nella stampa 3D, e nella meccanica. La richiesta di 3D architrect, modellatori, rigger (quelli che animano i personaggi), modellatori di meccanica di precisione, è in piena esplosione. Stampanti 3D, videogiochi 3D, e le esperienze AR/VR stanno esplodendo in questi anni e ovunque si fatica a trovare competenze e veri creativi in grado di stare al passo con i progetti.
Per i profani aggiungo qualche dettaglio in più: ci sono oggi videogiochi che presentano mappe di svariati chilometri quadrati, zeppe di oggetti, edifici, mezzi, abitanti… Ci sono intere città o nazioni da esplorare con un livello di dettaglio della cartaccia per terra
…tant’è che infatti videogiochi del genere costano milioni di euro e anni di lavoro per costruirli, ed i campionati in cui ci si sfida riempiono stadi interi, al punto che gli E-Sports sono candidati alle Olimpiadi.

 

L’espressione sul volto di Luca è come una rivelazione.

Non aveva forse mai pensato (sognato?) di poter diventare lui stesso autore di uno dei giochi che ama.
Certo, se vuole davvero farlo dovrà mettersi sotto a imparare a usare bene il computer, partire a fare moderazione 3D, possibilmente seguire dei corsi extrascolastici poiché al solito i programmi a scuola non sono al passo coi tempi, ma adesso forse ha una motivazione in più per studiare, e forse un obiettivo da raggiungere.

Conclusione

La storia di Luca è un esempio dei tantissimi che mi sono passati davanti in questi anni. Ragazzi che non sanno più quali lavori sono sopravvissuti al progresso, e che spesso hanno smesso di sognare. Scuole, università e famiglie a volte (spesso?) non sono in grado di spiegare come poter spendere la conoscenza, ma per fortuna pochi volenterosi professori e genitori resistono e si fanno un mazzo così per dare un’opportunità ai ragazzi.

Eventi come Meet the Job quindi sono una boccata di speranza e di futuro, in questo Paese in cui la crisi prima di essere economica è culturale. Ed in cui, sotto le ceneri della disillusione e delle difficoltà del quotidiano, arde ancora la fiamma del genio che ha reso l’Italia una delle maggiori potenze industriali del mondo.